Chi mi conosce bene, sa che se spiego la strategia del Piano Accumulo Capitale (P.A.C.), mi emoziono. Vi racconto perché: molti anni fa, all’inizio della mia attività di consulente finanziario, mi sono imbattuto in questa frase del poeta greco Esiodo, collocato dai critici moderni intorno al VII secolo a.C.: 

“Se aggiungi poco al poco, ma lo farai di frequente, presto il poco diventerà molto.” 

È stata per me illuminante e da quel momento è stato tutto un crescendo!

Approfondiamo!

Che cosa è un Piano Accumulo Capitale?

  • È un piano di investimento in fondi comuni che mira a creare nel tempo un capitale (a cui sarà fondamentale “incollare” un’etichetta che identifichi lo scopo dell’investimento)
  • È uno strumento di pianificazione del risparmio futuro, di cui molti hanno grande bisogno.

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  • È una strategia di investimento che, accumulando costantemente piccole cifre fa “lavorare” il tuo denaro per te, attraverso l’autentica “magia” dell’interesse composto.    Se non sei in grado di determinare di persona con una calcolatrice finanziaria o con un semplice foglio Excel, quanto ciò sia vero, clicca sul simulatore e divertiti a sognare!

Calcolatore NEF Investments

  • La sua strategia viene utilizzata da tutti i fondi pensione, alcuni dei quali incorporano anche il meccanismo del “Ciclo di Vita”.

Come funziona?

La strategia di investimento del Piano Accumulo Capitale prende spunto dall’insegnamento che Benjamin Graham* definì “Dollar Cost Average”. Il sistema consiste nell’investire per un lungo periodo di tempo cifre di denaro ad intervalli regolari in fondi comuni di investimento azionari. La modalità di alimentazione del piano deve necessariamente essere automatica (da conto corrente a fondo/i): in tal modo il risparmiatore non si chiede se sia il momento giusto o sbagliato di investire, lo fa e così soddisfa la condizione necessaria di andare ad acquistare in ogni situazione di mercato. Ciò è importantissimo e al termine del piano risulterà determinante: comprare quote di fondi in fase di ribasso dei mercati consente di abbassare il costo medio dell’investimento. Successivamente, in fase di rialzo dei mercati stessi, osserveremo plusvalenze molto interessanti. Ciò avviene perché il costo medio di acquisto delle quote non è quello aritmetico, bensì quello ponderato pesato sul numero di quote acquistate. Tecnicamente il vero guadagno del Piano Accumulo Capitale germoglia quando i mercati finanziari sono in fase di ribasso, cresce e matura definitivamente nei momenti di rialzo.

L’esperienza insegna che la volatilità dei mercati molto spesso trasforma la razionalità dei risparmiatori in emotività. E purtroppo a volte le emozioni possono annebbiare la propria capacità di giudizio.

Ecco che il metodo del “Dollar Cost Average” risulta l’antidoto da usare per fronteggiare comportamenti errati dettati dall’emotività e per non compromettere il buon risultato finale.

Quali sono i vantaggi?

  • Permette nel lungo temine di accumulare importanti somme da destinare al soddisfacimento di bisogni specifici (integrazione pensione pubblica, acquisto casa per sé o per i figli, mantenimento dei figli all’estero, …. )
  • Investendo in fondi comuni, permette di diversificare il proprio investimento in migliaia di titoli, riducendo il rischio
  • Flessibilità: un buon piano finanziario contempla la possibilità di modifica del piano dei versamenti, compresa la possibilità di interruzione (da utilizzare a mio avviso in casi estremi)
  • La mia esperienza con i clienti mi dimostra come, o in fase avanzata di un piano o al termine dello stesso, il cliente rimanga stupito di aver accumulato cifre che a suo dire, avrebbe altrimenti speso e che quindi non avrebbe a disposizione.

Quali sono i rischi e a che cosa prestare particolare attenzione?

  • Il Piano Accumulo Capitale è una strategia eccezionale nel lungo termine. Non è assolutamente indicata nel breve, dove i risultati già molto difficili da ottenere a prescindere, potrebbero risultare ancor più compromessi dai costi di sottoscrizione e dalle commissioni che gravano sull’investimento che, mentre nel lungo termine risulteranno innocue, nel breve potrebbero farsi sentire anche in modo considerevole.
  • Il Piano Accumulo Capitale, come tutti gli strumenti di investimento, necessita di costante monitoraggio e manutenzione. Ciò può essere fatto solo da consulenti che seguono costantemente i clienti, con cui sono soliti ridefinire necessità ed obiettivi. Tra i compiti di un buon consulente c’è inoltre quello di valutare anche il momento migliore per interrompere il piano in base agli andamenti fortemente positivi dei mercati.

Come procedere?

Come già indicato in altre parti dell’articolo, la natura temporale di un PAC è il lungo termine (minimo 10 anni) e  questo ti deve essere ben chiaro ed essere in linea con i tuoi desiderata. Se stai pensando che sottoscrivere un Piano Accumulo Capitale sia ciò che fa per te, è assolutamente necessario che prima di tutto tu sia in grado di definire la tua capacità di risparmio, la tua tolleranza alla volatilità dei mercati finanziari e l’etichetta che dovrai incollare al piano per definire con certezza l’obiettivo che dovrà soddisfare una volta terminato. Per definire l’importo della rata da investire (ti consiglio frequenza mensile), dovresti tenere in considerazione l’eventualità di poterla raddoppiare in fase di mercato fortemente negativa. Ciò ti consentirà o attraverso automatismo inserito nel piano o attraverso singoli versamenti aggiuntivi, di acquistare quote di fondi a prezzi molto convenienti con il risultato di ridurre il costo medio dell’investimento. In un’epoca di tassi a zero come quella attuale**, il mercato di riferimento che mi sento di consigliarti per un PAC è quello azionario.

Attenzione! Ricorda che è fondamentale che tu verifichi prima qual è il tuo “profilo dell’investitore”. Se non lo ricordi chiedi alla tua banca o al tuo consulente.

Dato che non mi stancherò mai di recitare il mantra sull’importanza della diversificazione, la scelta dei fondi su cui investire dipenderà dalla cifra che hai ha disposizione: se essa è piccola (200 euro/mese), sceglierai un unico fondo che investa nei mercati azionari di tutto il mondo; viceversa se la cifra mensile a disposizione è maggiore (800-1.000 euro/mese), potrai diversificare sia in fondi geografici che settoriali specializzati.

Riepilogando

Affinché un Piano Accumulo Capitale dia buoni risultati sono assolutamente necessarie queste condizioni:

  • Disporre di una cifra mensile da accantonare di cui non si fa assolutamente conto nel durante
  • Tanto tempo (almeno 10 anni)
  • Tanta costanza
  • Tanta pazienza
  • Controllo e gestione dell’emotività causata dalla inevitabile volatilità dei mercati
  • Monitoraggio periodico del piano finanziario, tenendo conto della sua flessibilità

Un pensiero finale sul ruolo di un consulente finanziario

Tra le tante cose da fare, ricopre molta importanza quello di proteggere il cliente dagli errori gestendo le sue emozioni. Avere la fortuna di conoscerne uno o più che in fase di ribasso dei mercati ti consigli di effettuare dei versamenti aggiuntivi in un Piano Accumulo Capitale è merce rara da tenersi stretta stretta!

Benjamin Graham nel libro “The Intelligent Investor” affermò:

“Nessuno ha ancora scoperto una tecnica per investire nei mercati finanziari che offra così tanta fiducia del risultato come il Dollar Cost Average”.

Warren Buffet ricorda:

“In qualsiasi parte del mondo, il mercato rappresenta il meccanismo più efficiente per trasferire ricchezza dalle persone impazienti alle persone pazienti”.

Grazie per aver letto questo post. Il mio augurio è che tu possa innamorarti della strategia del PAC così come è capitato a me. Se ne possiedi già uno o più, mi auguro tu abbia trovato conferme e/o nuovi spunti di riflessione; se non conoscevi lo strumento o non l’hai ancora sottoscritto, pianifica il tuo risparmio futuro perché ne avrai certamente bisogno!


* Benjamin Graham: Economista, 1894 – 1976. Studiò e sviluppò la teoria del “value investing”. Nel 1949 pubblicò il libro “the Intelligent Investor”, definito da Warren Buffet “il miglior libro sugli investimenti mai scritto”.

**A fine maggio 2016 i titoli di stato italiani su durate brevi hanno un rendimento negativo. Un titolo di stato italiano di durata decennale ha un rendimento dell’1,35%, mentre l’equivalente titolo di stato tedesco a 10 anni ha un rendimento di poco superiore allo 0%.

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