Ho scelto di dedicare questo post al valore della pianificazione finanziaria perché molto spesso quando incontro persone che mi chiedono consigli su come investire i loro risparmi, mi rendo conto che sono deficitarie nell’analisi dei loro veri bisogni di vita e di ciò che vogliono raggiungere con il frutto di tanto lavoro e tanti sacrifici.

Mio compito è rinforzare il concetto dell’assoluta necessità e del valore della pianificazione finanziaria. Come ribadirò anche in fondo all’articolo, il rischio che ci assumiamo nel non farlo è la seconda parte del titolo: “se fallisci nel pianificare, pianifichi di fallire”. A me preme in poche righe fornire alcune semplici e pratiche indicazioni che possano essere concretamente utili nella vita di tutti i giorni.

Il “dogma” da cui partire è:

Una buona pianificazione finanziaria si fonda sull’analisi della situazione generale della famiglia

L’analisi passa attraverso alcuni passaggi non eludibili:

1) Identificare le risorse disponibili: quali sono e da dove provengono le tue entrate? (Attività lavorativa, rendite da immobili, rendite da attività finanziarie, rimborsi fiscali, ecc.).

2) Capire quali sono i reali bisogni da soddisfare: sviscera e scomponi tutte le tue uscite per macro categorie:

  • Impegni finanziari (mutui, prestiti, finanziamenti, ecc.)
  • Sostentamento famiglia, comprensive di costi istruzione figli, aggiornamento professionale, trasporti, uso e manutenzione auto/moto, ecc.
  • Spese professionali
  • Manutenzione casa/e
  • Tempo libero (viaggi e vacanze, sport & hobby, cura ed assistenza delle persone, regali e donazioni, abbonamenti stampa e riviste, ecc.)
  • Animali domestici
  • Tasse ed imposte

In rete esistono diversi software per la gestione del bilancio familiare. Tra questi alcuni sono scaricabili gratuitamente ed altri a pagamento; ve ne indico un paio come esempio:

iPase    AceMoney

Solo dopo aver preso visione di dati e numeri oggettivi potrai essere in grado di identificare la tua capacità di risparmio.

3) A questo punto risulta determinante chiedersi:

  • quali sono i tuoi veri obiettivi di vita? Ti ricordo che ogni obiettivo deve per sua natura essere: personale, chiaro e senza possibilità di fraintendimento su ciò che vuole raggiungere, definito temporalmente, misurabile e raggiungibile.
  • che cosa vuoi veramente dai tuoi soldi? Cosa vorresti fare?
  • quali cambiamenti sarebbe utile apportassi ad entrate ed uscite?

Le risposte che ti sarai dato ti aiuteranno nel mettere a fuoco che:

RISPARMIARE è il punto di partenza per accantonare ricchezza per le future esigenze.

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INVESTIRE può essere il modo migliore per conservare o far crescere nel tempo il valore del tuo risparmio e perseguire con più efficacia gli obiettivi che derivano dalle varie esigenze in base ai diversi orizzonti temporali.

4) A questo punto è fondamentale farsi aiutare da un pianificatore finanziario a capire quali sono i prodotti e i servizi bancari/finanziari adatti a risolvere i tuoi bisogni identificati. Ovviamente lo studio dovrà passare per l’analisi approfondita degli attuali investimenti e degli strumenti finanziari che stai già usando, per valutare se sono efficienti ed efficaci per raggiungere i tuoi obiettivi.

5) La verifica periodica di tutti i passaggi sopra indicati è condizione indispensabile!

Quali sono i rischi e le conseguenze che corri nel NON operare una corretta pianificazione finanziaria, continuamente assistito da un professionista?

  • Le trasformazioni demografiche dell’ultimo ventennio hanno provocato un innalzamento importante della spesa pubblica. Lo stato sta progressivamente riducendo le prestazioni per sanità e pensioni, trend che certamente non si modificherà a breve …. Non avere le idee chiare in merito e non assumere decisioni coraggiose per il proprio futuro, potrebbe rivelarsi una scelta funesta!
  • Sottoscrivere prodotti/servizi che non hanno “un’etichetta precisa”, che non soddisfano un obiettivo di vita specifico e che quindi non ti servono;
  • Non diversificare e non decorrelare*
  • Mancanza di efficienza fiscale
  • Senza dimenticare che un portafoglio poco efficiente, ha costi maggiori.

Se sei interessato ad approfondire l’argomento sulla pianificazione finanziaria

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* decorrelazione: in finanza, un investimento si dice direttamente correlato con un altro quando i loro rendimenti si muovono in modo omogeneo (entrambi al rialzo o entrambi al ribasso) o inversamente correlato quando, se il primo va al rialzo, il secondo va al ribasso – e viceversa -. Un investimento è invece detto decorrelato rispetto a un altro quando le variazioni dei rispettivi rendimenti non sono collegate. In un portafoglio, investimenti direttamente correlati aumentano il rischio complessivo, quelli decorrelati lo riducono. Fonte: http://argomenti.ilsole24ore.com/parolechiave/correlatodecorrelato.html?refresh_ce=1