Poste Italiane fine di un mito. CDP piange. A forte rischio titoli, c/c, e libretti di risparmio

giovedì 12 gennaio 2017 – www.economicomensile.it

Poste Italiane Spa. Titoli, c/c, e libretti postali a rischio. Con l’ulteriore privatizzazione di Poste Spa da parte della Cassa Depositi e Prestiti, controllata dal Tesoro, con il 60% prevista per quest’anno, la CDP finirà di lasciare il passo alle Fondazioni Bancarie, che attualmente detengono il 30% del capitale  CDP, ma di cui non si sa  non si sa esattamente quante azioni posseggano di Poste Spa. Di fatto, comunque, CDP non controllerà più la maggioranza di Poste, per cui verrà meno la garanzia totale della raccolta effettuata da Poste, attraverso i buoni fruttiferi postali, oltre che sui 252 miliardi di depositi di libretti e conti correnti. Dal che ne discende, per logica, che la liquidità in giacenza nelle Poste potrebbe essere messa a rischio…

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Poste Italiane: 40 mld di risparmi investiti ad alto rischio, all’insaputa dei clienti

martedì 10 gennaio 2017 – www.economicomensile.it

L’ex amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi, congedato con una corposa buonuscita: quattro annualità di stipendio da direttore generale “a titolo di incentivo all’esodo per la consensuale risoluzione del rapporto di lavoro” e una annualità di compenso fisso e variabile da ad, “per il mancato rinnovo del rapporto di amministrazione”. rilasciò la seguente dichiarazione: ”Come Poste italiane da sempre ci siamo impegnati nella raccolta del risparmio con libretti e buoni fruttiferi. Il denaro versato sui conti corrente, 40 miliardi, è investito tutto in titoli di Stato”. La dichiarazione fu resa per sottolineare la ”forma virtuosa” del ”contributo che gli italiani stanno dando al Paese”…

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Deutsche Bank: odore di default. A rischio tutti i depositi e fondi stipulati con Poste Italiane

mercoledì 28 dicembre 2016 – www.economicomensile.it

Deutsche Bank. Alcuni anni orsono, la Germania ricapitalizzò le banche tedesche per 260 miliardi di euro, mentre in Italia negli ambienti che contano, si asseriva, che i nostri istituti di credito godessero tutti ottima salute (si è poi visto come la  situazione fosse a dispetto diversa, MPS, Banca Marche e consorelle). Si apprende ora, che la Deutsche Bank sarebbe sull’orlo del baratro, prossima al default, e ciò varrebbe il tramonto dell’Eurozona. Qui da noi si resta alla finestra, con una certa dose di distonia, tra capitali da immettere nell’ansioso tentativo di salvare Mps con 20 miliardi pubblici, ben poca cosa rispetto alla Germania, se dovesse iniettare liquidità solo nella principale banca tedesca. La Merkel ha già messo le mani avanti, la banca non fallirà. Se lo dice la Germania va bene, ma per la nostra sporca manciata di  20 miliardi, l’ostacolo allora diviene quasi insormontabile. Il che la dice lunga su quanto contiamo in Europa e dintorni…

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