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Diritti e tutela dei legittimari nel mondo

Diritti e tutela dei legittimari nel mondo

Un paio di mesi fa, ragionando con dei clienti soci di una importante azienda sulle varie possibilità di trasferimento dei beni, mi sono sentito rivolgere questa domanda: ma è vero che le opportunità che un cittadino italiano ha di disporre della propria eredità, secondo i suoi desideri, sono minori a quelle di un pari cittadino europeo o statunitense? Rispondendo, ho suscitato un’ulteriore domanda: “Chi sono nei vari paesi del mondo i legittimari”?

Da poco avevo finito di leggere l’interessante capitolo della tesi di mio nipote Paolo Zanotto che trattava l’argomento. Mi è sembrato quindi saggio scrivere a quattro mani con lui questo post. Se avrete la pazienza di leggerlo nella sua interezza potreste avere qualche sorpresa …. che potrebbe essere utile per chi voglia fare testamento all’estero.

Non vi nascondo che sul tema abbiamo visioni diverse. Sarà interessante scoprire quella di qualche lettore, se vorrà lasciarla.

Approfondiamo.

L’ordinamento italiano limita, piuttosto notevolmente, la libertà di ciascun individuo di disporre del proprio patrimonio per il tempo successivo alla morte, stabilendo alcuni diritti inderogabili a favore dei familiari più stretti, detti dalla legge “legittimari”, ossia il coniuge, i figli e, solo in caso di loro mancanza, i genitori del defunto.

La somma delle quote di eredità di cui tali soggetti per legge devono disporre è piuttosto alta.

Non avendo nessun interesse nello scopiazzare siti e/o portali specificatamente dedicati ai temi successori, certamente più completi ed esaustivi, riteniamo utile segnalare che sul web sono presenti diversi simulatori per calcolare le quote ereditarie spettanti a ciascun erede in caso di successione. Tra i tanti noi ve ne proponiamo uno che ci è particolarmente piaciuto. Un esercizio davvero utile che  consigliamo!

                               Simula la tua quota ereditaria e confronta le differenze:                                   senza testamento e con testamento

Se avrete provato a fare il vostro conteggio, comprenderete dunque come in un contesto di questo tipo restano per il de cuius, come è definito in termini legali l’ereditando, spazi piuttosto ridotti per disporre secondo i propri desideri della propria eredità, soprattutto per chi non disponga di grandi patrimoni, e dunque veda ridursi ad una somma piuttosto ridotta il quarto dell’asse in questione.

Molti ritengono che le nostre norme siano un forte deterrente per chi voglia disporre in modo più libero del proprio patrimonio, anche a favore di soggetti diversi dai propri familiari, e ormai da molti settori del mondo giuridico e imprenditoriale se ne chiede una riforma, per rendere più flessibile l’intero sistema e incoraggiare l’utilizzo del testamento stesso.

                                         Consigliamo la lettura del “post fratello”:                                        Testamento questo sconosciuto! Scopri perchè

Ma quali sono e come sono tutelati i diritti dei legittimari nei principali sistemi giuridici mondiali? Essenzialmente i paesi di common law, che coincidono con il Regno Unito e le sue ex colonie, oggi paesi membri del Commonwealth (più gli Stati Uniti) non hanno mai voluto riconoscere diritti successori ai familiari del defunto, che fossero in contrapposizione con la volontà di quest’ultimo. In buona sostanza un inglese, un americano o un australiano possono tranquillamente destinare in beneficenza tutto il proprio patrimonio, senza doversi preoccupare di quote di legittima dei familiari di nessun tipo (per citare un esempio al riguardo celebre è stata la vicenda dell’eredità di Bill Gates, che ha destinato quasi la totalità del suo patrimonio in beneficenza, diseredando il figlio).

Solo il Regno Unito (ad eccezione della Scozia, dove è prevista una vera e propria quota di legittima  di 1/3 dei beni mobili del defunto ciascuno per il coniuge in concorso con almeno un figlio, metà per chi succede da solo, mentre non sono previsti diritti relativi ai beni immobili) ha introdotto nel 1975 un parziale temperamento a tale assoluta libertà di disporre, stabilendo che i familiari in stato di bisogno, detti dalla legge “dependants”, a cui il defunto non abbia adeguatamente provveduto nel proprio testamento, possono ricorrere al giudice per ottenere la corresponsione di beni o di somme periodiche adeguate alle proprie necessità, a carico degli eredi beneficiati dal testamento, o dei soggetti beneficiari di consistenti donazioni compiute in vita dal defunto. Si tratta comunque di istituti di carattere eccezionale, riservati generalmente a soggetti che, oltre allo stato di bisogno, abbiano altri requisiti di inabilità al lavoro o di età (ad esempio minori di 23 anni, purché seguano un percorso di formazione universitaria o professionalizzante).

I sistemi continentali europei, quali Francia, Germania, Spagna, seguono invece regole più simili a quelle italiane, prevedendo quote più o meno ampie a favore dei legittimari: in Germania ad esempio le quote di legittima sono di metà del patrimonio ereditario per il coniuge o i figli che succedano da soli, ¼ ciascuno in concorso tra loro, mentre in assenza di figli la legittima può spettare anche ai genitori, metà dell’eredità se sono gli unici eredi, un quarto in concorso col coniuge.

Il sistema francese, a seguito delle riforme del 2003 e del 2006, privilegia nettamente i figli rispetto al coniuge e ai genitori, in quanto prevede che un figlio abbia diritto ad una legittima pari a metà del patrimonio ereditario, due figli a 2/3 e tre o più figli addirittura a ¾, mentre il coniuge in questi casi avrà diritto esclusivamente all’usufrutto vitalizio sulla casa familiare e all’uso dei mobili e dei beni comuni.

In Spagna i figli hanno diritto ai 2/3 dell’eredità, da dividersi in parti uguali, ma il testatore può utilizzare un istituto specifico di tale sistema, il tercio de mejora, per destinare ad altri legittimari la metà della quota di legittima che spetterebbe ad un singolo figlio, in modo da operare delle parziali “preferenze” per un figlio a vantaggio degli altri, i genitori hanno diritto alla metà dell’eredità se sono unici eredi, a un quarto in concorso col coniuge, il quale, come nel sistema francese, in presenza di figli non ha diritto a quote di eredità in proprietà, ma solo all’usufrutto su alcuni beni ereditari.

Il sistema statunitense non prevede generalmente legittimari, come quelli dei paesi anglosassoni in genere, salvo che in Louisiana, non a caso antica colonia francese, dove è prevista una quota di legittima che varia tra la metà e i 2/3 dell’eredità per i soli figli affetti da handicap o di età inferiore ai 23 anni. Come anticipato, questa panoramica può essere utile ed importante per chi voglia fare testamento all’estero.

Non perdetevi tra una dozzina di giorni il nuovo post: “Successione all’estero: quale legge si applica”?

Nel frattempo se vi fa piacere contattateci. Paolo & Vittorio

Testamento, questo sconosciuto! Scopri perché

Testamento, questo sconosciuto! Scopri perché

L’obiettivo di questo articolo, preparato con mio nipote Paolo Zanotto laureando in Giurisprudenza, oltre a fornire informazioni che potranno essere oggettivamente utili per chi legge, è quello di stimolare e infondere coraggio nel fare riflessioni importanti passando dalla pianificazione finanziaria alla pianificazione successoria, attraverso il Testamento.

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A tutt’oggi secondo i dati pubblicati dal Ministero della Giustizia, e confermati dall’Agenzia delle Entrate, il numero di italiani che ricorrono al testamento per pianificare l’assetto dei propri beni in seguito a morte è il 15,7% (negli ultimi anni si è verificata una leggera flessione probabilmente effetto della crisi economica). Appare evidente che a molti italiani fare testamento non piace, o addirittura è un’idea nemmeno presa in considerazione.

Le cause di questa “refrattarietà” sono molteplici. Vi racconteremo la nostra esperienza circa le obiezioni sollevate dall’opinione comune, e cercheremo di abbozzare delle risposte.

  • “Fare testamento è macabro e mi spaventa. Può avere significato per chi ritiene, per età o altre ragioni, di essere giunto al termine della propria vita, altrimenti è una scelta insensata”.

A prescindere dal fatto che, il concetto di “fine vita” non può essere conosciuto né previsto con esattezza da nessuno, pensiamo che redigere un testamento chiaro che tenga in considerazione i bisogni di ciascun coerede, sia la strada maestra per evitare contrasti e divisioni, purtroppo molto frequenti, tra i vari coeredi. Non è forse questo uno dei grandi desideri di genitori e nonni finché sono in vita?

  • “Il testamento ha significato per chi dispone di grandi patrimoni e sostanze. Per la persona della classe media che possiede una abitazione di proprietà, un’autovettura, beni strettamente personali ed un conto in banca, più o meno sostanzioso, non si pone questa necessità, è semplice dividere il tutto tra i familiari”.

In realtà anche per patrimoni di “media entità” la distribuzione successoria non è semplice quanto si creda. In assenza di testamento si applicano le norme sulla successione legittima (articoli 565 ss. Codice Civile), che istituisce eredi il coniuge, i figli o discendenti, e, in assenza di questi ultimi, i genitori o ascendenti e i parenti collaterali (fratelli, sorelle, cugini) fino al sesto grado. In assenza di parenti fino al sesto grado l’eredità è devoluta allo Stato. Tali eredi, a partire dai familiari in senso stretto (coniuge e figli) acquistano una comunione ereditaria sui beni del defunto, e ciò comporta, a livello pratico, che il potere di disporre di tali beni (ad esempio vendendoli e distribuendone il ricavato) richiederà sempre il consenso di ciascuno dei “comunisti”, mentre la loro divisione richiederà l’intervento del notaio (e del tribunale in caso di disaccordo), con conseguenze intuibilmente molto sfavorevoli in termini di tempo e soprattutto di spese necessarie.

Semplici disposizioni testamentarie (ad esempio assegnare al coniuge l’abitazione familiare e una rendita mensile; ai figli altri beni immobili di cui si disponga, piuttosto che somme di denaro, attività commerciali etc.), oltre a soddisfare i bisogni e le aspettative individuali di ciascun erede, consentono invece di evitare costose procedure notarili e giudiziarie

  • “Il testamento è inutile perché i familiari sono già titolari per legge di diritti sull’eredità”.

La legge riserva diritti successori esclusivamente ai parenti fino al sesto grado del defunto.

Ma uno dei desideri che ci viene maggiormente raccontato dalle persone quando trattiamo l’argomento, è la voglia e la gioia di gratificare qualcuno verso cui si nutre un particolare affetto (un figlio in particolare e/o una persona che si sia presa cura di noi durante la vecchiaia; i nipoti; uno o più soci che hanno condiviso gioie e fatiche nel lavoro di impresa, piuttosto che un convivente con cui non sono stati instaurati rapporti di unione civile, istituto di recentissima istituzione), per arrivare a tutto il settore delle donazioni a favore di enti ed Onlus a cui si è affezionati.

L’unico modo che consente di assegnare a tali soggetti somme di denaro o diritti di proprietà o di altra tipologia (usufrutto, godimento) sui propri beni, è quello di redigere testamento. Ricordate che in assenza di testamento tutti i soggetti citati non sarebbero titolari di alcun diritto successorio sul nostro patrimonio (se non a chi spetta la sua quota di legittima).

Importante ricordare, in tale contesto, che, ai sensi del D.lgs. 346/1990, le disposizioni testamentarie a favore di ONLUS o fondazioni e associazioni riconosciute, che abbiano come scopo esclusivo l’assistenza, lo studio, la ricerca scientifica, l’educazione, l’istruzione o lo svolgimento di altre attività di pubblica utilità, sono esenti dal pagamento delle imposte sulla successione: il testamento è dunque un’ottima occasione per chi desideri fare della beneficenza, con i propri beni, come atto di ultima volontà.

  • “Fare testamento è costoso, richiede di andare dal notaio e mettere un’altra persona a conoscenza di scelte estremamente personali e delicate”.

L’ordinamento civile italiano prevede diverse tipologie di testamento, e l’intervento del notaio non è sempre necessario: il testamento olografo (articoli 602 e ss. Codice Civile) deve essere scritto interamente a mano dal testatore, datato e sottoscritto, e non richiede dunque di sostenere alcun costo, né di rivolgersi al notaio; semmai sarà opportuno redigere diverse copie del testamento, e consegnarle a persone di fiducia, o custodirle in luogo sicuro, come la cassetta di sicurezza della banca, per assicurarsi l’integrità del proprio documento e la sua pubblicazione al momento dell’apertura della successione (è importante che vi siano persone che conoscono gli eredi e che siano a conoscenza dell’esistenza del testamento e di dove esattamente si trova). Per chi desideri essere maggiormente garantito, quanto alla corretta conservazione e pubblicazione del proprio testamento, è possibile l’istituto del testamento segreto (articoli 604 e 605 Codice Civile), che viene redatto in completa autonomia e segretezza, come quello olografo, e viene poi consegnato ad un notaio all’interna di una busta sigillata, in presenza di due testimoni (ovviamente non a conoscenza del contenuto); il notaio appone sul medesimo, o su un ulteriore involucro cartaceo, l’atto di ricevimento, e si preoccupa della custodia del testamento, e della sua pubblicazione e lettura a seguito dell’apertura della successione. In questo modo ci si assicura dell’efficacia del proprio testamento, senza dover sostenere ingenti costi (il servizio di ricezione, custodia e pubblicazione del testamento da parte del notaio non richiede generalmente somme maggiori rispetto a poche centinaia di euro), e tutelando al massimo livello la riservatezza delle proprie volontà.

Speriamo di aver dissipato, almeno in parte, obiezioni e paure sul fatto di redigere o meno un testamento. L’esperienza insegna che i vantaggi di una corretta pianificazione successoria, con equa sistemazione del proprio patrimonio, sicuramente superano le piccole fatiche (spesso psicologiche) da sostenere allo scopo.

Se ti fa piacere contattaci. Paolo e Vittorio